Intervista a Rossella Cenini

Ago 05, 2016 by Staff WM EXPO in  News

 

Quale sarà il futuro dell’attività di cui parlerai al WM EXPO

 

Per coloro che sceglieranno di investire sui canali online, l’ottimizzazione delle conversioni, in particolare rispetto all’aumento dei costi di acquisizione del traffico, ricoprirà un ruolo sempre più centrale e determinante.

A trarne vantaggio non saranno solo realtà di alto livello, ma anche siti che registrano poco traffico. Per via del troppo tempo necessario al raggiungimento della significatività statistica condurre un’attività di testing su questi business più piccoli è poco utile, ma è possibile effettuare altre analisi, quali:

    • Analisi euristica: la valutazione del sito da parte di esperti, finalizzata all’individuazione di elementi inibitori e facilitatori della conversione.
    • Test sugli utenti: sono sufficienti 9 soggetti per trovare più dell’80% delle criticità che inibiscono le conversioni di un sito.
    • Mouse tracking: analisi volta a scoprire dove si focalizza l’attenzione degli utenti

 

  • Interviste con gli utenti

 

Ovviamente, se i volumi di traffico lo consento, è fondamentale prevedere anche l’attività di testing nel proprio piano di ottimizzazione.

Una curiosità: Dan Siroker (CEO di Optimizely) nel 2007 ha utilizzato l’A/B testing per ottimizzare il sito di Obama per la sua campagna elettorale. Il risultato è stato…. 60 miliioni di dollari in più!

I test sono un’occasione unica di apprendimento, sfruttiamola!

 

Quale strategia consiglieresti per una startup in merito alla tematica che affronterai al WM EXPO?

 

Il segreto è conoscere la propria target audience e per farlo bisogna parlarci.  

Per dirla con una metafora: l’analisi qualitativa ci permette di “entrare nella mente” dei nostri potenziali clienti, ma se i clienti non ci sono ancora? In questo caso ci vuole un po’ di creatività: individuato il “problema” risolto dal prodotto o dal servizio, si analizzano le recensioni di prodotti (o servizi) che sopperiscono lo stesso bisogno. L’obiettivo è quello di conoscere il più possibile le motivazioni, i problemi e i desideri reali di chi userà il tuo prodotto.

 

Quali sono gli errori più comuni che noti nel tuo settore?

 

Credo che l’errore più diffuso sia pensare più alla tattica e meno a strategia e processi.

Affidarsi troppo alla tattica significa, ad esempio, leggere un articolo che riporta il caso di un test di successo e copiare quella procedura, convinti che se ha funzionato una volta funzionerà per sempre, senza però tener conto di un aspetto importantissimo: il contesto.  

Infatti, se si legge con attenzione, spesso nei blog non si fa riferimento ai dati del campione, e questo ha una rilevanza fondamentale: se, ad esempio, non si hanno conversioni e si passa a una, si ottiene un uplift del 100%.

Limitarsi a copiare le best practices equivale alla strategia degli “spaghetti testing”: butti gli spaghetti sul muro e vedi se attaccano.

Riassumendo: cos’è la CRO?

 

  1. La CRO è ricerca della semplicità:  un sito semplice favorirà sempre la fluidità cognitiva e, di conseguenza, le conversioni.
  2. Il primo principio della CRO è “Conosci i tuoi utenti”: solo così saprai sviluppare contenuti persuasivi.
  3. Ogni volta che c’è un attrito, una conversione muore. Prima di cercare cosa può facilitare le conversioni, è fondamentale eliminare ciò che le blocca.

 

Un tweet del perchè le persone dovrebbero partecipare al wmexpo

 

Sarà un’occasione speciale per CROnoscersi

 

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